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Archive for the ‘Guerrilla marketing’ Category

Uomini, mezziuomini, ominicchi e quaquaraquà. Di quelli che a pochi giorni dal matrimonio sfogano dubbi e ansie in mezzo ad un paio di tette formato extralarge. Questa è la storia di Antonio Brucardi, traditore festaiolo ed ex-promesso sposo, vittima di un’affissione selvaggia che ha coinvolto l’intera città di Roma.

antonio brucardi

Parte tutto da un gruppo organizzato ad hoc su Facebook , “Liberiamo Antonio Brucardi! Festa di addio al celibato”

Nel giorno della Liberazione, ci sembra doveroso fare un ultimo tentativo per salvare un nostro caro amico, Antonio Brucardi, dal matrimonio ormai prossimo. La riuscita dell’operazione “addio al celibato” dipende solamente da noi. Tutti gli uomini selezionati saranno contattati segretamente per conoscere luogo esatto dell’operazione.
Iscrivetevi numerosi, il futuro di Antonio è nelle vostre mani!

La dose di solidarietà mostrata risulta però eccessiva perchè Valeria, futura sposina alle prese con un matrimonio discreto di soli 548 invitati, scopre il bieco tradimento tramite una foto uplodata sullo stesso gruppo, raffigurante il compagno che si ripara sotto una morbida tettoia.

Parte la macchina della vendetta, e così le amiche della cornuta (a sua insaputa?) tappezzano tutta Roma di volantini per sbugiardare il povero Antonio

ANTONIO BRUCARDI meno male che c’è facebook!
Almeno ho scoperto in tempo prima di sposarti che sei un PORCO TRADITORE!!

La notizia viene ripresa da quotidiani online ed agenzie stampa, l’intera spedizione punitiva è meticolosamente riportata su Facebook tramite un video e una galleria fotografica, fioccano i commenti e i primi dubbi.

Gli addetti ai lavori chiamano quest’operazione attività non convenzionale, il volgo, la chiama bufala. E in effetti di questo si tratta, perchè forse non esisteva miglior modo per pubblicizzare l’uscita prossima di “Feisbum”, il film che racconta gli intrecci quotiani ai tempi del social network più chiaccherato del momento.

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Anche quest’anno, puntuale come l’influenza e i pigiami a rombi regalati dai parenti, arriva il video di Fables.
Un sunto efficace e  musicalmente ammiccante di tutto ciò che la scena non convenzionale ha sfornato nei dodici mesi quasi trascorsi. Enjoy!

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Creativi e agenzie pubblicitarie sembrano avere un certo debole per l’utilizzo dei bagni pubblici come location per azioni di guerrilla e ambient marketing. In questo senso il buon Fables insegna.
Si solletica un certo immaginario cinematografico-televisivo ed il gioco è fatto: il resto è affidato al potere della suggestione.

Come in questo caso: si spengono le luci e fai pipì prima di riuscire ad alzare la tavoletta (si, lo so, sono una femminuccia, ma mi piaceva l’immagine…) . Pareti e pavimento imbrattati di sangue. E’ indubbiamente la scena di un crimine ed è ovvio che non ti trovi a C.S.I ma nel bagno di un locale di Amburgo.
Contemporaneamente appare questa frase sullo specchio-“See what others don’t see. 13TH STREET. The Action and Suspense Channel” – e via, passa la paura. Geniale.

Qui sotto altri esempi di psyco-advertising

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La vie en rose

L’advertising in Italia, si sa, è sempre stato un pò pudico e perbenista rispetto a ciò che avviene nel resto del mondo. Molto è dovuto all’utero in cui storicamente si è sviluppato, un Carosello ingabbiato e bacchettato da una sorta di signorina Rottermeier della pubblicità, la Sipra, rea di aver educato la nascente creatività in nome di rigidi vincoli etici e morali. Il resto è storia fatta da clienti che hanno sempre ragione e da pubblicitari frustrati e obbligati ad adeguarsi al potere delle gerarchie. Almeno così ci hanno sempre insegnato. Quello che non ci hanno detto è che un giorno sarebbe arrivato qualcuno a salvarci, questo qualcuno si chiama guerrilla, e rappresenta il riscatto di menti ed energie lasciate per troppo tempo a sonnecchiare. Perchè scrivo questo. Perchè degli effetti benefici di tutto ciò che è marketing-non convenzionale mi nutro già da un pò, ma “a distanza”. Sabato scorso ho avuto l’opportunità di vivere, insieme ad una folla impazzita, il primo evento di guerrilla marketing: la nevicata rosa della Gazzetta dello Sport andata in scena a Roma in Via del Corso.
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Credo sia questo il giusto connubio tra il vecchio a cui siamo stati abituati (e che comunque non deve essere abbandonato) ed il nuovo che avanza. Non c’è niente che manchi, dalla coerenza rispetto alla campagna madre fino alla vera essenza di una buona azione di guerrilla, presa in pieno, che arriva a superare l’idea di un “target toccato, sorpreso, incuriosito” per giungere ad una festosa interattività.
Ad un raro momento di guerrilla esperenziale.
Standing ovation per l’agenzia G-Com e complimenti a Fables di Bloguerrilla che ha seguito l’evento sin dalla fase teaser.

Pas besoin de grand’chose pour voir la vie en rose…

 

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